Retribuzione

Festività di colf e badanti: come si pagano (esempi di calcolo)

Come si pagano le festività di colf e badanti: 1/6 della settimana per chi è a ore, incluse nel mensile per i conviventi, +60% se si lavora. Esempi 2026.

Ultima modifica: 8 min di lettura

Le festività nazionali sono giorni di riposo retribuito anche per colf, badanti e babysitter: il lavoratore non lavora, ma la giornata va pagata. Il come è la voce più sbagliata in assoluto della busta paga domestica, perché la regola non è quella che ci si aspetterebbe: per chi è pagato a ore ogni festività vale 1/6 dell'orario settimanale — non le ore di quel giorno — mentre per la badante convivente è già compresa nello stipendio, salvo quando cade di domenica. Questa guida riporta l'elenco delle festività del CCNL con il calendario 2026, le regole di calcolo con esempi in cifre per entrambi i casi, la maggiorazione del 60% per chi lavora nel giorno festivo e come contano le festività ai fini dei contributi INPS.

Le festività riconosciute dal CCNL: calendario 2026

L'art. 16 del CCNL prevede che nelle giornate festive «sarà osservato il completo riposo, fermo restando l'obbligo di corrispondere la normale retribuzione». Le festività sono quelle riconosciute dalla legge:

FestivitàDataNel 2026 cade di
Capodanno1° gennaiogiovedì
Epifania6 gennaiomartedì
Pasqua*5 aprile 2026domenica (sempre)
Lunedì dell'Angelo (Pasquetta)6 aprile 2026lunedì (sempre)
Festa della Liberazione25 aprilesabato
Festa dei Lavoratori1° maggiovenerdì
Festa della Repubblica2 giugnomartedì
Ferragosto15 agostosabato
San Francesco d'Assisi4 ottobredomenica
Ognissanti1° novembredomenica
Immacolata Concezione8 dicembremartedì
Natale25 dicembrevenerdì
Santo Stefano26 dicembresabato
Santo Patronovariabiledipende dal comune

* La Pasqua non compare nell'elenco dell'art. 16 perché cade sempre di domenica, ma è festività di legge: rileva soprattutto per i lavoratori mensilizzati, per cui la festività domenicale genera un compenso aggiuntivo (più sotto).

Due note sull'elenco:

  • Il 4 ottobre (San Francesco d'Assisi) è la festività reintrodotta per legge a partire dal 2026 e confermata dal rinnovo del CCNL. Nel suo primo anno cade di domenica.
  • Il Santo Patrono è quello del comune in cui si svolge il rapporto di lavoro, non quello di residenza del lavoratore: un giorno in più all'anno, a data variabile.

La regola dipende da come è pagato il lavoratore

Non esiste una regola unica: il trattamento della festività non lavorata dipende dal tipo di retribuzione. In sintesi:

Come è retribuitoFestività in giorno ferialeFestività di domenica
A ore (colf, badante o babysitter non convivente)(ore settimanali × paga oraria) / 6uguale: la regola non cambia
Mensilizzato (badante convivente, o non convivente con paga mensile)già inclusa nella mensilità (voce a zero in busta)+1/26 del mensile, oppure recupero del riposo

In nessuno dei due casi la festività si calcola come «ore programmate quel giorno × paga oraria»: è l'errore più diffuso, e produce importi sbagliati in entrambe le direzioni.

Colf a ore: ogni festività vale 1/6 della settimana

Per il rapporto a ore l'art. 16, comma 2 fissa una regola tanto semplice quanto controintuitiva:

paga della festività = (ore settimanali da contratto × paga oraria) / 6

L'importo è identico per ogni festività, qualunque sia il giorno della settimana in cui cade e quante ore fossero programmate quel giorno — anche zero. Il CCNL è esplicito: le festività da retribuire sono tutte quelle cadenti nel periodo di lavoro, «indipendentemente dal fatto che in tali giornate fosse prevista, o meno, la prestazione lavorativa».

Esempio con il minimo 2026 del livello B, 7,01 €/ora (minimi tabellari), per una colf con 20 ore settimanali:

(20 × 7,01) / 6 = 23,37 € per ogni festività

Il valore di una festività per gli orari più comuni, sempre al minimo del livello B:

Ore settimanaliCalcoloValore di ogni festività
10(10 × 7,01) / 611,68 €
15(15 × 7,01) / 617,53 €
20(20 × 7,01) / 623,37 €
25(25 × 7,01) / 629,21 €
30(30 × 7,01) / 635,05 €
40(40 × 7,01) / 646,73 €

Se la paga concordata è superiore al minimo, si usa la retribuzione globale di fatto oraria effettiva: paga base più eventuali superminimo, scatti di anzianità e indennità.

Ferragosto 2026 cade di sabato: si paga lo stesso

Una colf che lavora dal lunedì al venerdì ha comunque diritto alla festività del 15 agosto 2026, anche se quel sabato non avrebbe lavorato. Lo stesso vale per il 25 aprile e per Santo Stefano, anch'essi di sabato nel 2026. La regola di 1/6 prescinde dal giorno: nessuna festività "si perde" perché capita in un giorno di riposo.

Su base annua l'effetto è tutt'altro che simbolico: le 12 festività a data fissa più il patrono valgono insieme 13/6 ≈ 2,2 settimane di retribuzione aggiuntiva. Per la colf dell'esempio sono circa 304 € l'anno, e dicembre da solo — con Immacolata, Natale e Santo Stefano — vale 3 × 23,37 = 70,11 € oltre alle ore lavorate.

Badante convivente: la festività è già nello stipendio (tranne la domenica)

Chi ha la paga mensile — la badante convivente sempre, ma anche il non convivente mensilizzato — percepisce l'intero importo del mese indipendentemente dalle festività che vi cadono: la festività in giorno feriale non aggiunge nulla e in busta compare come voce a zero, con la dicitura "inclusa nella retribuzione ordinaria" (esempio completo di busta paga convivente).

L'eccezione è la festività che cade di domenica, cioè nel giorno di riposo: in quel caso il lavoratore ha diritto, a sua scelta, al recupero del riposo in un'altra giornata oppure al pagamento di 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile (art. 16, comma 4).

LivelloMensile 2026Festività di domenica (1/26)
B983,16 €37,81 €
BS1.053,39 €40,52 €
CS1.193,84 €45,92 €
DS1.474,73 €56,72 €

Nel 2026 le festività di domenica sono tre: Pasqua (5 aprile), San Francesco (4 ottobre) e Ognissanti (1° novembre). Per una badante convivente livello CS che non opti per il recupero fanno 3 × 45,92 = 137,76 € aggiuntivi nell'anno.

Perché la Pasqua genera sempre un extra ai mensilizzati

La Pasqua è festività di legge e cade per definizione di domenica: per chi ha la paga mensile produce quindi ogni anno il compenso aggiuntivo di 1/26 (o il recupero). È un piccolo importo che quasi tutti dimenticano nel cedolino di aprile.

Se si lavora nel giorno festivo: maggiorazione del 60%

La regola di partenza è il completo riposo: il lavoro in un giorno festivo non è un obbligo, va concordato. Se la prestazione c'è, l'art. 16, comma 3 prevede — oltre alla normale retribuzione della giornata vista sopra — il pagamento delle ore lavorate con la retribuzione globale di fatto oraria maggiorata del 60%:

compenso del lavoro festivo = ore lavorate × paga oraria × 1,60

Esempio 1 — colf a ore (livello B, 20 ore settimanali, 7,01 €/ora) che lavora 4 ore a Ferragosto:

Festività (retr. 1/6)     (20 × 7,01) / 6   = 23,37 €
Lavoro festivo (+60%)     4 × 7,01 × 1,60   = 44,86 €
Totale della giornata                       = 68,23 €

Esempio 2 — badante convivente (livello CS, 54 ore settimanali, mensile 1.193,84 €, paga oraria equivalente 5,10 €) che assiste per 8 ore il giorno di Natale: alla mensilità piena si aggiungono

Lavoro festivo (+60%)     8 × 5,10 × 1,60   = 65,28 €

La stessa maggiorazione del 60% si applica al lavoro di domenica (art. 15): per la badante convivente che lavora nel giorno di riposo settimanale il conteggio è identico.

Festività e contributi INPS: contano le ore programmate

Retribuzione e contribuzione seguono due logiche diverse, ed è qui che si sbaglia il calcolo dei contributi:

  • In busta la festività non lavorata vale 1/6 della settimana (a ore) o è inclusa nel mensile.
  • Ai fini INPS la festività non lavorata conta le ore programmate dall'orario settimanale in quel giorno, che vanno sommate alle ore contributive della settimana.

Esempio: colf con 20 ore settimanali distribuite in 4 ore al giorno dal lunedì al venerdì. Una festività di martedì (come il 2 giugno) aggiunge 4 ore contributive; Ferragosto di sabato ne aggiunge zero, perché quel giorno non erano programmate ore — ma la paga di 23,37 € è dovuta in entrambi i casi. Se invece la festività viene lavorata, le ore effettivamente prestate contano per intero.

È lo stesso meccanismo dell'esempio di busta paga della colf a ore: 80 ore lavorate più una festività infrasettimanale da 4 ore programmate = 84 ore contributive.

Casi particolari

  • Festività durante le ferie. Le ferie sono 26 giorni lavorativi (art. 17): la festività che cade nel periodo di ferie non si scala dal monte ferie, e per chi è a ore si paga comunque con la regola di 1/6. Come gestire le ferie è spiegato nella guida Ferie e permessi.
  • Assunzione o cessazione a metà mese. Si pagano tutte le festività cadenti nel periodo di rapporto: se la colf inizia il 10 dicembre, Natale e Santo Stefano le spettano; l'Immacolata (8 dicembre) no.
  • La festività non si "recupera" facendo lavorare un altro giorno. La festività non lavorata va retribuita: non è compensabile spostando la prestazione. L'unico recupero previsto è quello, alternativo al pagamento di 1/26, per la festività che cade di domenica.
  • Vale anche per la babysitter. Il CCNL del lavoro domestico copre colf, badanti e babysitter: le regole di questa guida si applicano identiche, con la paga del livello di inquadramento.
  • Sostituzioni estive. Chi assume un sostituto per le ferie della badante trova quasi sempre Ferragosto dentro il periodo: il trattamento dipende da come è pagato il sostituto, come per ogni altro lavoratore (sostituzione della badante in ferie).

Gli errori più comuni

  • Pagare la festività come "ore del giorno × paga oraria" — a ore vale sempre 1/6 dell'orario settimanale; per il mensilizzato è già inclusa, salvo la domenica (1/26).
  • Non pagare la festività che cade in un giorno non lavorato — il diritto prescinde dal fatto che quel giorno fosse prevista la prestazione.
  • Dimenticare la festività domenicale del mensilizzato — Pasqua ogni anno, più le festività che di volta in volta capitano di domenica (nel 2026 anche 4 ottobre e 1° novembre).
  • Pagare il lavoro festivo senza la voce festività — chi lavora nel giorno festivo ha diritto a entrambe: la normale retribuzione della festività e le ore lavorate maggiorate del 60%.
  • Contare ai fini INPS le "ore" della voce 1/6 — le ore contributive della festività sono quelle programmate quel giorno, non un sesto della settimana.
  • Ignorare il patrono e il 4 ottobre — il santo patrono del comune di lavoro è una festività a tutti gli effetti, e dal 2026 lo è di nuovo anche San Francesco.

Come funziona in Workledger

Workledger evidenzia le festività nazionali direttamente nel calendario presenze: basta registrare l'evento Festività e il cedolino espone la voce corretta per il tipo di rapporto — 1/6 della settimana per chi è a ore, voce inclusa a zero per il mensilizzato, 1/26 aggiuntivo se cade di domenica — contando ai fini INPS le ore programmate del giorno. Per il lavoro nel giorno festivo si aggiunge sulla stessa data l'evento di lavoro festivo, che genera le ore con la maggiorazione del 60%. La pagina Cedolini mostra il flusso completo; la documentazione sull'evento Festività spiega l'inserimento passo per passo.

Riferimenti